Le tue lettere hanno occhi
DI E CON Caterina Comingio e Carlotta Del Bianco
Martedì 1 luglio, ore 20.30
Spilimbergo, Piazza Castello
(In caso di maltempo: Spilimbergo, Palazzo Tadea, Piazza Castello)
Spettacolo per grandi
Guardare oltre un certo orizzonte per lasciarlo aperto, senza la restrizione di un confine. Confine come limite personale, intimo, come identità da non violare, o al contrario, da mescolare fino a perdersi nel mare dei simboli.
Le lettere fra Ariadna Efron — figlia di Marina Cvetaeva — e Boris Pasternak, la loro odissea personale tra memoria e oblìo, sono il filo rosso in cui entrano a viva forza, terre pronte a esplodere, storie di giovani sognatori, poesie riemerse da lingue madri.
Ecco allora Il sogno di una cosa di Pier Paolo Pasolini, La mia lingua nelle tue parole di Marianna Deganutti (ed. Mladika, vincitrice del Premio di Poesia San Vito al Tagliamento 2024), Epepe di Ferenc Karinthy.
Autori e autrici sorprendenti, che hanno usato un’arma senza confini, la parola, per raccontare l’essere qui immaginando un di là possibile, oltre il mito, il caos, le apparenze.